giovedì 6 novembre 2014

Schema Scuola siciliana, tratto dalla Storia della Letteratura di De Sanctis

1) Nel Medioevo coesistono due anime linguistiche: il LATINO e il VOLGARE.
Il volgare, nella sua forma letteraria e dunque più evoluta, si rafforza e si ingentilisce maggiormente là dove è presente un forte CENTRO CULTURALE.

2) Dal XII secolo,  la corte siciliana rappresenta un polo di attrazione per gli uomini di cultura (trovatori).
Storicamente infatti,  questa regione aveva visto due grandi mondi che culturalmente l'avevano segnata: quello arabo e quello normanno (germanico). Soprattutto il secondo l'aveva aperta alla tradizione cavalleresca (provenzale e arturiana).

3) Sotto Federico II DI SVEVIA la Sicilia divenne il centro della cultura italiana.
Ma la cultura siciliana aveva un n peccato originale. Venuta dal di fuori, quella vita cavalleresca, mescolata a ricordi orientali, non aveva riscontro nella vita nazionale.
Quello che si limitò a fare con grande attenzione era imitare uno stile, una forma.

L'amore descritto divenne un'arte. Le donne arte e descritte nei testi erano donne dai lineamenti fissati da altri.  E così gli uomini: tutti sono il cavaliere con sentimenti e atteggiamenti attenti, presi da altri.

La poesia prodotta non è un prepotente moto dell'animo, ma una distrazione, un divertimento, una moda.
Tutto è convenzionale, concetti, frasi, forme, metrica.

Manca insomma il sentimento. Al suo posto, troviamo acutezza, raffinatezza, artificiosa apparenza.

I più importanti poeti siciliani sono Giacomo da Lentini e Guido delle Colonne

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